L'organo restaurato - Filarmonica_Trento

Vai ai contenuti

L'organo restaurato Vegezzi-Bossi/Mascioni

 
L'organo "Vegezzi-Bossi/Mascioni"
 
op. 1154 (1906 – 2000)

 
  • Progettato nel 1903 dalla casa organaria torinese di Carlo Vegezzi Bossi, l'organo nella sala dei concerti della Società Filarmonica di Trento veniva terminato nel 1907. L'atto di collaudo, realizzato il 18 maggio del 1907, porta la firma di due tra i più illustri organisti d'Italia, Marco Enrico Bossi e Giuseppe Terrabugio. Si trattava di uno strumento a trasmissione pneumatica a due manuali che seguiva gli orientamenti fonici allora sostenuti dai ceciliani. L'organo veniva posto nella parete cieca della sala, sorretto da un'apposita cantoria con una splendida facciata di 105 canne suonanti divise in tre piramidi, nella stessa posizione occupata oggi.

  • Lo strumento serviva innanzitutto alla classe d'organo della Scuola musicale interna alla Filarmonica e in secondo ordine alle serate concertistiche. La distruzione dei grandi finestroni durante i bombardamenti su Trento nella seconda guerra mondiale, tolse allo strumento ogni riparo protettivo, portandolo a diretto contatto con l'ambiente esterno. Forti spostamenti d'aria, esalazioni fumogene, caduta di acqua e calcinacci provocarono un gravissimo deterioramento nello strumento, sia nelle parti meccaniche che in quelle foniche. Terminata la guerra l'insegnante d'organo don Attilio Bormioli, segnalandone il degrado, chiedeva più volte l'intervento del Comune. Il 17 maggio del 1957,  in un'apposita perizia, gli organari Mascioni dichiaravano parzialmente recuperabile solo la parte fonica, mentre tutta la meccanica doveva essere ricostruita.

  • All'atto della decisione, in riferimento ai nuovi orientamenti estetici maturati nell'arte organaria, si preferì rinunciare al recupero dello strumento originario per costruirne uno nuovo riservato esclusivamente ai fini didattici del Liceo musicale e collocato in un'aula inferiore dello stesso stabile, oggi utilizzato dal Conservatorio. Completamente defunzionalizzato e privo di consolle (smontata e tolta dal palcoscenico) il vecchio Vegezzi Bossi rimase nella sala solo con la sua splendida facciata di canne mute fino al 2000, quando, è stato restaurato dalla ditta Mascioni di Cuvio.
 
Torna ai contenuti